La condanna generica al  risarcimento del danno può non contenere nemmeno in potenza danno specifico.

Come dire (con Calamandrei) che, accertato che tizio è genericamente morto, si scopre che è specificamente vivo…

 

Sentenza del Tribunale di Cagliari anno 2019

 

1.“È incontroverso che… con la sentenza n. 1…/06 della Corte di Cassazione [si era  formato]  giudicato sui seguenti punti…… accoglimento della domanda di accertamento della titolarità in capo al Signor … delle restanti ….000 azioni del valore di …..000 ciascuna depositate presso la Tesoreria della RAS in previsione di un futuro aumento di capitale sociale (che poi non fu mai attuato) e condanna generica della RAS al risarcimento del danno in favore del Signor…. e della società ….. per la mancata disponibilità delle ….000 azioni”;

nondimeno:

….la pronuncia di condanna generica al risarcimento comporta un accertamento limitato alla potenzialità del danno, la cui concreta esistenza deve essere dimostrata davanti al giudice della liquidazione; quest’ultimo può infatti negare la sussistenza del danno, senza incorrere in violazione del giudicato. […] E difatti sia il Tribunale nella sentenza n. 1/95, sia la Corte d’Appello nella sentenza n. /03, nel motivare sulla condanna generica hanno espressamente fatto riferimento alla potenzialità lesiva dell’attività illegittima della pubblica amministrazione, ferma restando la necessità, nel presente giudizio, di dimostrare la lesività in concreto della condotta […] Nell’atto di citazione l’attore ha ripercorso tutta la vicenda che ha condotto alla condanna generica della RAS, ma non ha formulato alcuna allegazione su quello che è l’oggetto del presente giudizio, quindi sull’esistenza in atto e sulla quantificazione del danno…;

 

  1. Ma ciò implica che:

a. la condanna al  risarcimento del danno non sia una sentenza di accertamento di questo.
Cioè di sua identificazione, in ogni elemento qualitativo, di qualunque genere e specie, tranne l’elemento quantitativo relativo ( questo sì appellabile potenziale, nel senso dell’essere aperto ad ogni ponderazione);

b.non essendo una sentenza di accertamento del danno, non sia nemmeno una sentenza di accertamento della condotta riparatoria (fin dal presupposto). Cioè di sua identificazione nel genere e nella specie (ovviamente  nei limiti della previsione legale);

c) non essendo una sentenza di accertamento della condotta riparatoria, non sia nemmeno una sentenza di accertamento del dovere di riparare. E quindi del precetto di riparare. E quindi del proprio imprescindibile contenuto di sentenza di condanna;

d) ma se ciò implica il discorso del giudice, perché mai (comunque) egli evoca “una sentenza di condanna”, tanto da porsi a “perfezionarne” il contenuto?

L’illogicità, absit jniuria…, fu pittorescamente descritta da Calamandrei in tema:

come se il primo accertamento dicesse   che tizio è genericamente vivo ed il secondo potesse dire che è specificamente morto…:

pietro diaz

 

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