Verhofstadt costituzionalista?

Ha detto di Conte: “burattino guidato da Di Maio e da Salvini”.
E Conte (rispondendo che avrebbe “offeso non tanto sé quanto il popolo italiano”) finge di non capire, o forse effettivamente non capisce (con parte della comunicazione pubblica, invero) che, “burattino”, fu un tecnicismo volto alla denuncia politica della decapitazione del Consiglio dei ministri italiano per mezzo della assunzione della sua presidenza da due suoi vicepresidenti (i suddetti).
E che il pur pittoresco “burattino” non avrebbe potuto metaforizzare meglio la rimozione del presidente del Consiglio dei ministri dalla posizione di colui che “dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. Mantiene l’unità di indirizzo politico ed amministrativo promuovendo e coordinando l’attività dei ministri “ (art 98 Costituzione).
E che, per ciò, sull’assetto del “suo” Governo aleggia lo spettro del duumvirato (d’altronde, son solo premurosi gregari o passionali fan, dei due vicepresidenti, gli altri ministri): la coppia di “magistrati” alla quale, nel periodo regio (e anche dopo), la Antica Roma ritenne di conferire posizioni oligocratiche (di potere di pochi su molti ) .
E pertanto Conte finge di non capire (o forse effettivamente non capisce) che, egli, non fa che tenere bordone (fin dalla “nomina” mattarellina, invero) ad un Governo che la Costituzione non riconosce come tale e che anzi rigetterebbe siccome illegittimo.

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